STANDARD URBANISTICI: 50 anni dopo

In occasione del seminario  promosso dalla Scuola  Eddyburg di Pistoia, in vista del cinquantenario dall’approvazione della “Legge Ponte” (2017) e degli standard urbanistici (2018), interverranno il 5 e il 6 di Aprile, interlocutori locali impegnati nel programma “Pistoia – capitale della cultura”, protagonisti di esperienze di rigenerazione urbana ed altri esperti del settore.

Scuola di eddyburg – Pistoia 5-6 aprile 2017

Si affronterà principalmente la tematica di come restituire alla pianificazione urbanistica quella sostanza politica che oggi sembra smarrita, partendo dalla comprensione dei bisogni generati dalle dinamiche economiche e sociali attuali, per arrivare al voler promuovere il riconoscimento delle strutture culturali e multiculturali come standard urbanistico.

La convinzione è che la proposta che si raggiungerà dal collage degli interventi possa trovare ampio sostegno pubblico e traduzione concreta nella legislazione regionale e statale.

Il mio contributo al seminario avverrà tramite il lavoro di tesi Magistrale che sto sviluppando e che riguarda essenzialmente la concezione di “Dotazione Territoriale” come avanzamento allo standard urbanistico.

Durante questi giorni di incontro, porrò la mia attenzione alle strutture culturali e multiculturali, considerandole non soltanto come un matematico indice urbano possibile (tot superficie per tot abitanti), ma con una diversa chiave di lettura, cercherò di interpretarle all’interno di un contesto che per unità di misura prenda in considerazione anche il parametro qualitativo.

Il percorso di tesi intrapreso proporrà di garantire come risultato principale concetti sulle nuove pratiche  della buona  pianificazione territoriale e di conseguenza sul miglioramento della qualità dell’abitare le nostre città.

DOPO 50 ANNI CI PONIAMO CON UN ATTEGGIAMENTO DI SFIDUCIA VERSO L’URBANISTICA E GLI STRUMENTI TECNICI

Gli standard urbanistici, introdotti dal D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, hanno definito i rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali o  produttivi, a spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi.

Sono stati un traguardo culturale e sociale al tempo, ma a distanza di cinquant’anni  devono essere adeguati per prospettive di città migliori, città che auspichino al rinnovo del piano urbanistico, il quale rispecchiando i voleri politici, deve essere in grado di dover dare risposte adeguate ai nuovi bisogni sociali e di dover stabilire gli equilibri tra spazi ad uso collettivo con spazi ad uso pubblico.

Il contemporaneo ha un mutato quadro sociale rispetto agli anni sessanta, i rischi ambientali sono diventati maggiori, i cicli di vita più frammentazione e le risorse pubbliche hanno subito una drastica riduzione.

Il P.R.G. (e no solo, vedi articolo Programma di fabbricazione ) della città in espansione del Novecento perimetravano le Zone Territoriali Omogenee e si concentravano matematicamente sulle quote inderogabili da rispettare in merito al verde, ai parcheggi, alle attrezzature pubbliche, ecc…. Ai nostri giorni gli atti di pianificazione devono rispondere funzionalmente a scenari di riqualificazione, il campo di intervento che abbiamo oggi di fronte è la città costruita, non più il suolo libero, che invece dobbiamo salvaguardare.

Piano Regolatore Generale 2003 città di Mazara del Vallo, estratto Tesi Andrea Pantaleo

La pianificazione per Z.T.O. prevista dal decreto del 1968, non può più essere sufficiente a prevedere le dinamiche evolutive delle città e del territorio, le esperienze incassate di perequazione urbanistica, appaiono ormai obsolete di fronte agli effetti prodotti dalla crisi.

I nuovi scenari per il governo delle città ci impongono di superare i tradizionali condizionamenti della rendita fondiaria e di privilegiare le scelte ritenute in grado di migliorare l’ambiente urbano, nei suoi aspetti fisici e sociali.

Il passo da compiere sta nella concezione della  “DOTAZIONE TERRITORIALE”; integrare misure quantitative con parametri qualitativi e prestazionali utili a generare valore pubblico, garantire la funzionalità eco-sistemica degli ambienti favorevoli allo svolgimento delle attività umane.

Ciò coincide con il principale concetto di “smart city”,  ripensare ad una città esistente, creando nuove visioni sempre più complesse e funzionali. Ogni azione  deve essere multisettoriale, deve risponde contemporaneamente a più bisogni, a più diritti, a più necessità e deve trovare efficienza ed efficacia dalla sinergia con le altre azioni.

Le “dotazioni” della smart city sono legate in primis alla rigenerazione urbana ed ambientale e devono essere concentrate in aree specifiche primarie

La voglia che la Scuola di Eddyburg ha è di pensare alle strutture culturali come luoghi democratici.

Fra i nuovi bisogni della città vi sono sicuramente i diversi spazi per il culto e per l’aggregazione sociale, sono in modo sottointeso  richiesti dalla interculturalità e le nuove dotazioni dovranno, per i tessuti urbani connotati da mixité, saper indicarne i nuovi spazi o il recupero degli esistenti.

Molti sono gli interrogativi a cui bisogna rispondere nel momento in cui ripensiamo le nostre città e le loro “dotazioni”, e altre tante sono le risposte possibili, nulla è  semplice né univoco.

Mi auguro durante questa mia esperienza di tesi di laurea di maturare concetti sempre più solidi al fine di poter definire al meglio, le nuove prestazioni che una città “intelligente e sostenibile ” deve garantire ad ogni  cittadino per rispondere ai suoi diritti ed ai suoi bisogni, e al Territorio nella quale si identifica.

Non credo che il percorso si concluderà con l’individuazione di DOTAZIONI TERRITORIALI a livello nazionale, uguali per tutte le città e le comunità. In ogni territorio le prestazioni variano in ragione delle risorse disponibili, alle caratteristiche della popolazione, alle attività economiche locali, alle caratteristiche culturali e identitarie. Ovvero in base al Patrimonio Territoriale.

 

Andrea Pantaleo, LAUREANDO MAGISTRALE IN PIANIFICAZIONE E PROGETTAZIONE DELLA CITTA’ E DEL TERRITORIO Tel. 349/2362592 Empoli (FI) EMAIL andreapantaleo1@gmail.com

 

 

 

 

 

 

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